Un tempo amavo i titoli finto-interrogativi, ma questo avveniva ben prima che il clickbait svilisse questo genere di amorevole delicatezza dubitativa. Faccio una eccezione per questa breve riflessione solo perché davvero non so se esista una risposta ragionevolmente definitiva alla domanda da cui parto. Tra le mie molte insane-passioni vi è quella per i supporti di memoria, nata al tempo in cui un floppy disk era un piccolo miracolo di tecnologia formato sottiletta.
Se chiedessi in giro qual è la differenza tra una comune chiavetta USB ed un drive a stato solido (SSD), molto probabilmente assisterei alle classiche arrampicate sugli specchi. A buon ragione aggiungerei. Il fatto è che alla base di entrambe le tipologie ci sono tecnologie simili a cominciare dall’uso di memorie flash e di controller per l’ottimizzazione delle prestazioni. E d’altro canto le differenze in termini di capacità, velocità e dimensioni che un tempo consentivano una più netta separazione sono ormai in gran parte superate.
Ci riflettevo guardando la Kingston DataTraveler Max [1], uno degli oggetti del desiderio che mi capita spesso di trovare nei siti di commercio elettronico che visito. Di questo prodotto ho letto una completa e dettagliata recensione su Tweakers.net [2]; una di quelle che una volta era possibile trovare anche sui siti italiani dedicati all’hardware e che adesso bisogna leggere in olandese col traduttore automatico. L’autore, Tomas Hochstenbach, con dati alla mano mostra come per prestazioni, capacità e componentistica interna la DataTraveler Max sia sostanzialmente sovrapponibile ad un SSD di buon livello, caratteristica sottolineata anche dalla presenza di un controller Silicon Motion SM2320G. In altri termini, scelte memorie flash NAND di qualità, adottate interfacce veloci ed aggiunto un controller di alto livello per la gestione dei cicli di scrittura, le differenze rispetto ad un SSD diventano marginali e legate per lo più al fattore di forma. Lo stesso Hochstenbach in un commento sintetizza che se il dispositivo si connette direttamente ad una porta USB lo si chiama ancora pendrive mentre se ha bisogno di un cavetto lo si identifica come SSD.
Ovviamente è un ragionamento con delle eccezioni, a cominciare dal fatto di essere limitato agli SSD con interfaccia USB. Similmente è fuori di dubbio che le molte chiavette USB da pochi euro che popolano il mercato sono molto lontane dalla fascia della DataTraveler Max e dei prodotti analoghi. Penso sia capitato un po’ a tutti di imbattersi in pendrive con controller scadenti che a volte faticano anche a gestire un semplice copia ed incolla di file. E simmetricamente non mancano gli SSD economici che per prestazioni ed affidabilità sono persino inferiori ad un pendrive.
La linea di demarcazione è così sottile da aver portato alla nascita di un fiorente mercato del non detto. Su certi siti di e-commerce spopolano infatti oggetti spacciati per SSD a prezzi irrisori che poi si rivelano essere tutt’altro. All’interno di case metallici di buona fattura infatti non si trova nulla della classica componentistica di un drive a stato solido ma solo una piastrina di silicio con un connettore USB da un lato ed una chiavetta USB o una scheda microSD saldata direttamente sul chip e proveniente da chissà quale scarto di lavorazione. Tecnicamente però si tratta pur sempre di memoria flash :). Poi ovviamente c’è chi esagera e modifica il chip per mostrare capacità inesistenti al sistema operativo, ma li si entra nel campo della truffa… Magari ne riparliamo.
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Commenti? · [1] L’immagine usata in questo post è presa dal sito ufficiale Kingston · [2] Kingston DataTraveler Max Review ·